Assistenza Penalizzazioni Google

penalizzazioni googleLa causa di una riduzione della visite da Google potrebbe essere una penalizzazione inflitta dall’algoritmo Google Panda oppure Penguin, giusto per menzionare i due più consulente seo (https://www.emanuelevaccariweb.it/) recenti. Soltanto una analisi specifica e approfondita può identificare la causa del problema e trovare la soluzione più efficace. Per uscire da una penalizzazione di Google è importante capire prima di tutto quali possono essere le cause scatenanti in modo da identificare l’algoritmo entrato in azione. Come quando si va da un medico è necessario fare un check-up completo per trovare il problema (o i problemi) e pianificare le azioni di correzione. Panda e Penguin agiscono in aree molto diverse del sito web e confondere i due algoritmi è cosa abbastanza comune per i non esperti. Per non perdere tempo e causare ulteriori danni al sito web rivolgiti a dei professionisti. Pensi che il tuo sito sia stato penalizzato? Contattami ora e ti aiuterò a risolvere il problema!

 

  1. Troppi annunci pubblicitari

  2. Eliminazione pagine 404, ma non corrispondono i link "con link da"

  3. Progetta le tue pagine e tuoi articoli per gli utenti

  4. 1 La lezione

  5.  


Sono le parole chiave utilizzate da chi cerca un tuo competitor e che quindi è interessato ad un prodotto o servizio che offri anche tu. Hai mai notato che quando cerchi un prodotto di un determinato brand su Google a volte capita di trovare un annuncio di un competitor? Sono i termini che un utente sta usando per cercare un prodotto sostitutivo al tuo. In questo caso potresti essere comunque interessato ad intercettare questi utenti, dal momento che potrebbero valutare il tuo prodotto come nuova soluzione ai loro bisogni. Sono parole chiave relative ai prodotti che si utilizzano insieme a quello che vendi tu. Un utente in cerca di un nuovo televisore effettua una query con la parola chiave “tv led 42 pollici”. Se tu vendi stand da parete per televisori, potrebbe essere interessante mostrargli la tua soluzione. Per maggiori dettagli su Posizionamento seo (https://www.francodane.it/) gentilmente visitate il nostro sito. Dopotutto, qualcuno che sta acquistando un televisore di ultima generazione potrebbe realisticamente essere interessato ad uno stand da parete, no? Il concetto è un po’ quello del cross-selling applicato da Amazon. Si tratta di parole chiave utilizzate dalla tua target audience per ricercare (in modo più generico) categorie di prodotto all’interno delle quali rientra anche il tuo.

posizionamento localeOra che sai su quali argomenti vuoi focalizzarti, è tempo di identificare quali siano le parole chiave più adatte al tuo business. E così via. Il punto di questo step non è quello di arrivare alla lista finale di parole chiave, ma fare una prima bozza. Non ti preoccupare se la tua lista inizialmente è troppo voluminosa, la restringeremo più tardi. Un altro modo scaltro per avere delle idee per possibili parole chiave è guardare con quali query di ricerca il tuo sito web viene già trovato. Avrai bisogno di un software di web analytics come Google Analytics. Scava nelle tue sorgenti di traffico e scopri quali sono le parole chiave della ricerca organica che i tuoi utenti utilizzano per arrivare al tuo sito web. Ripeti questo esercizio per ogni argomento generico che hai. E ricorda, se stai avendo problemi a trovare termini di ricerca rilevanti, puoi sempre rivolgerti ai tuoi business partner e chiedere quale tipologia di termini i prospect utilizzano. Fare SEO oggi significa, partendo da determinate parole chiave, costruire intorno ad esse contenuti coerenti in linguaggio naturale. Un buon lavoro ti permette di qualificare il tuo sito come un buon risultato anche per le ricerche correlate, senza rischiare di risultare agli occhi di Google come uno che sta tentando di fare dello spam. Il terzo stadio della ricerca di parole chiave è il succo di dove ci ha portato il cambiamento avvenuto con Colibrì. I primi due stadi illustrati sopra sono da sempre l'abc dell'attività SEO sulle parole chiave. Incorporare parole chiave correlate era una buona prassi, ma non indispensabile. Ora, con Colibrì, è diventata fondamentale. Ricordi il punto in cui ho detto che Colibrì riscrive le query di ricerca? Bene è adesso che tale aspetto diventa rilevante. Qualsiasi cosa Google impara con la riscrittura delle query, potrà un giorno (sempre che non lo faccia già) essere utilizzato anche nell'analisi del testo dei siti. Spiegherò nel dettaglio ogni punto, ma tieni subito bene in mente che tali parole non necessariamente sono quelle per la quali stai cercando di posizionarti.

Da qualche mese Google (o meglio, i suoi algoritmi) ha iniziato a scandagliare i siti web classificandone anche la ottimizzazione per le versioni mobile, detta appunto "mobile-friendly". Se un sito è stato sviluppato e ottimizzato per la visualizzazione su device diversi dal "classico" desktop, quindi smartphone e tablet, si vedrà "premiato" dal motore di ricerca, mentre i siti che non lo sono, verranno penalizzati. Occorre innanzitutto chiarire che la penalizzazione riguarderà soltanto la versione mobile e le ricerche da smartphone/tablet, mentre la versione desktop del sito non verrà intaccata. Avevamo già sottolineato in un articolo precedente l'importanza di dotarsi di un sito che sia Responsive. Google ha messo a disposizione un tool per testare la compatibilità con dispositivi mobili del proprio sito. E' sufficiente andare a questo link, inserire la URL del proprio sito e dopo pochi secondi comparirà un verdetto, con eventuali suggerimenti per risolvere i problemi rilevati dal crawler di Google. Ricerca parole chiave gratis: il mio metodo Google. Il keyword planner è lo strumento che Google mette a disposizione di tutti, per determinare il numero di ricerche mensili che ha una determinata parola chiave o keyword. Il pianificatore delle parole chiave ha anche la funzione di determinare il livello di concorrenza su una parola chiave per la pubblicità a pagamento AdWords. Infatti, dopo la parola ricercata otterremo il numero di ricerche mensili, il livello di concorrenza e la relativa offerta consigliata. Sotto il termine di ricerca, Google ci mette a disposizione anche un innumerevole elenco di parole chiave suggerite, correlata a quella che abbiamo ricercato di nostro interesse. Il keyword planner di Google è uno degli strumenti più potenti per l’uso e la ricerca di parole chiave che Google ci mette a disposizione gratuitamente. Tuttavia, un recente aggiornamento di Google impedisce adesso di ottenere un valore preciso riguardante il numero di ricerche mensili che gli utenti svolgono su determinate keywords (parole chiave) di ricerca. Se un tempo ricercare una parola chiave era semplice e totalmente gratuito, adesso non lo è più e nei nostri risultati di ricerca appariranno delle stime come ad esempio: 0-10 oppure 500 -1000. Purtroppo questa modifica applicata da Google è avvenuta per un semplice scopo commerciale. Google intende spingere i propri utenti verso la pubblicità a pagamento, che poi è quella che fa fatturare a Google milioni e milioni di euro annui.

Vai su Google Trends, Google Adwords, SeoZoom, SemRush, Ubersuggest e digita qui… clicca lì… fatto! Sai cosa sono le parole chiave? Si, lo sai ma voglio dirtelo lo stesso perchè mi serve per la SEO 🙂 Scherzo! Per fare l’analisi delle parole chiave esistono vari strumenti ma soprattutto, e prima di tutto, (cit. Questo processo avviene da un lato ottimizzando i siti e i contenuti secondo le linee guida dei motori stessi e dall’altro secondo le esigenze di chi cerca. Il miglior tool SEO per la ricerca delle parole chiave è… il cervello! Lo so, l’ha detto Taverniti, infatti lo stimo, lo seguo e lo cito! Perchè prima di usare gli strumenti bisogna capire perchè le parole chiave sono così importanti, a cosa servono e come valutarle. Quali ragionamenti dobbiamo fare mentre le ricerchiamo? In base a cosa le selezioniamo? Prima degli strumenti, la strategia! Perché sono così importanti e a cosa servono le parole chiave? Entriamo nel vivo della questione! La ricerca (sulle) parole chiave Che cos’è una parola chiave? Qual’è la parola chiave più importante per me? E se ti dicessi che la ricerca sulle parole chiave è il succo del lavoro del SEO? Una volta mi hanno fatto una domanda del tipo: “Cosa consiglieresti a qualcuno che non può permettersi di pagare un SEO per perseguire il successo del proprio sito web? Ho visto ottenere successi inaspettati semplicemente scrivendo contenuti di qualità, scrivendo per il piacere di scrivere, scrivendo come un grafomane. Permettimi a questo punto una digressione. Nota come la definizione di “grafomane” che ci dà Google ci dia inaspettatamente una suggestione negativa: il grafomane scrive tanto ma in maniera mediocre e superficiale. Google non è ancora penalizzazioni google in grado di valutare un contenuto eccellente! Come accennato in precedenza, Google non è in grado di valutare un testo come se lo facesse un essere umano. È però in grado di registrare il comportamento dei suoi utenti, interpretando l’apprezzamento che la media degli utenti che cercano quelle determinate parole chiave riserva o meno ai risultati che ottiene.

In linea teorica non sarebbe così da demonizzare ad esempio viene utilizzato parzialmente per far visualizzare versioni diverse dello stesso sito a seconda del browser o della risoluzione. Il problema sorge quando se ne fa un uso scorretto: agli spider viene presentata una versione ottimizzata di un sito che quando visionato dall’utente appare diverso. Questa tecnica è pesantemente penalizzata e la sua scoperta comporta la cancellazione dall’indice. Parlando di cloaking non possiamo non citare la doorway che è una tecnica che ha ormai assunto una connotazione piuttosto negativa e una quasi identificazione con la cloaking. Il termine doorway indica più propriamente pagine o siti creati per essere posizionati nei primi risultati. Questi elementi però possono reindirizzare a pagine simili dove ogni risultato rimanda fondamentalmente l’utente alla stessa destinazione. Molto semplicemente consiste nell’eccessiva ripetizione delle parole chiave all’interno del sito. Rientra nelle tecniche SEO che potevano ahimè funzionare in passato per aumentare la rilevanza. Le abitudini degli utenti sono cambiate ed è giusto che cambino anche i siti. Il primo punto dell’ordine del giorno dei cambiamenti deve essere la versione responsive del proprio sito web; subito dopo, le prestazioni e l’interfaccia dello stesso, preparate e concepite per rendere la vita quanto più semplice all’utilizzatore. Cosa si odia di più nei media tradizionali? Quella cosa che si intromette durante la scena epica di un film, che smorza l’entusiasmo prima che inizi il programma più seguito, che distrugge il pathos che regista ed attori hanno pazientemente alimentato fino a quell’istante: la pubblicità. Se è “odiata” in TV e Radio, perché non dovrebbe essere odiata sul web? Finora si è parlato di siti veloci, navigabili e con ottimi contenuti. Perché rovinare tutto il lavoro svolto con 5 banner a tutto schermo che, schiamazzando ed urlando, impediscono anche solo di capire dove sia la X rossa per uscire dal browser?

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